La lingua arruginita
Giovanni Bianchi
2004, 90 pagine - € 12,00
Trattasi, lo diciamo con un verbo volutamente un po’ formale, nel lavoro poetico di Giovanni Bianchi, trattasi di costrutto in bianco e nero, ma niente a che fare col barocco del Caravaggio, a cui Bianchi nasce nei dipressi; bianco invece di calce dei muri di ringhiera e nero del fumo o della notte nebbiosa e senza lampioni. Nero, come i polmoni dei metropolitani e bianco come i capelli quasi santificati dalla vita di chi l’ha vissuta. È una poesia che non nasconde i materiali di costruzione di cui e significata, come un’arca da diluvio che appalesi i tronchi della carenatura o i vuoti palpitanti degli abitacoli.
Filtra, attraverso questa filigrana poetica operosa e fin quasi metallurgica, il barluminìo del torturatore di Giobbe o del rianimatore di un Lazzaro seppellito.
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scheda autore |
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introduzione di G. Oldani |
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