Dialoghi sulla vita consacrata
P.Pio Parisi s.j. - Lorenzo D'Amico
2007, 208 pagine - € 14,00
Abbiamo forse bisogno di chiarirci sul titolo “Vita consacrata”, perché nell’accezione comune è diventato un termine che designa coloro che rinunciando al matrimonio, fanno una professione solenne in un istituto religioso; qui il titolo vuole riprendere la sua profondità iniziale: la chiamata di Dio ad ogni essere umano, una chiamata alla pienezza.
Non si tratta di dibattere delle idee ma di comunicare esperienze di vita. Comunicare è donare agli altri qualcosa di personale, esclude ogni polemica, ogni volontà di prevalere, è un fatto di gratuità.
La comunicazione è spirituale nel senso che è mossa dallo Spirito, che è appunto la sorgente del dono ed esclude ogni intervento proprietario.
Il metodo della comunicazione spirituale fa sì che ognuno parli di quel che vive e che sente di poter partecipare agli altri. Questo rende difficile ogni tematizzazione, ogni programmazione di temi e di tempi della ricerca. Non è tuttavia un arrendersi alla frammentazione o al disordine, perché in quanto comunicazione nella docilità allo Spirito, realizza il massimo di unità organica e di continuità.
Nessuna pretesa di essere l’unica novità nel presente, né una novità assoluta rispetto al passato. Abbiamo già preso coscienza di quanto la nostra ricerca si alimenti dell’esperienza di Francesco d’Assisi.
Non abbiamo alcuna certezza di essere nel presente e di riuscire ad essere nel futuro quel che oggi desideriamo, ci sembra sinceramente, di voler essere. L’incertezza è grande soprattutto riguardo all’autenticità della nostra adesione al Vangelo che pure ci sembra il punto di partenza di tutta la nostra ricerca. (dal I risvolto di copertina).
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