La pulce ballerina
racconti e poesie illustrati dai bambini
Ida D'Angerio
2007, 100 pagine - € 20,00
...C’è tutto in questo favoleggiare: l’occasione, lo stupore, la vita, il caso curioso, la crisi degli alloggi in filigrana… Anzi, letteratura e vita quotidiana si contendono la pagina, quasi che il genere, antico come Esopo e come Fedro, e “classico” oramai come Rodari, non avesse ancora scelto da quale parte del confine stare. Perché ha assoluta consapevolezza che la saggezza nasce da questo continuato incontro, proprio sulla traccia esile di quel confine. Perché? Perché lì c’è la scuola, con i suoi inevitabili alti e bassi. L’incontro tra le generazioni, che non può mancare di difficoltà nell’approccio, sudate carte, riforme, polemiche, piccoli passi, insperati successi: il tutto mentre si procede tantonando…
Si legga il racconto da cui prende titolo la raccolta: La pulce ballerina. Una parabola con il retrogusto del midrash.Mamma e papà pulce erano preoccupati. La loro figlioletta s’era messa in testa di ballare. Le dicevano: “Mica sei una farfalla! Che vuoi ballare?. Tu sei una pulce e le tue zampette servono solo a saltare. Noi ci divertiamo un mondo a farlo. È mai possibile che a te non piaccia? Togliti dalla testa questa assurda idea. Non farci fare brutta figura. Tu sei come noi”. Pulce non rispondeva, si chiudeva in camera sua e per consolarsi si metteva a ballare. E sognava… Si vedeva ballerina felice, ammirata e applaudita da tutti gli insetti i quali, per non disturbarla, sussurravano: “È brava, proprio brava!”. Quando smetteva di ballare diventava triste e, quindi, per essere felice, ballava, e ballando continuava a sognare. Purtroppo era solo un sogno e al risveglio era sempre triste. Non poteva continuare a vivere così, per cui decise di andare via. Una mattina di buon’ora, prese le sue cose e in silenzio lasciò la sua casa e i suoi genitori che, per non fare brutta figura con le altre pulci, non avevano pensato alla sua felicità, costringendola ad andarsene. Che colpa ne aveva se a lei piaceva ballare? Rimasta sola per la gran via, Pulce si sentì spaesata e, per darsi coraggio, si mise a ballare, a ballare, e ballò così bene, che dimenticò di essere sulla terra. Era felice, si sentiva leggera leggera, proprio come una farfalla. Alla fine del ballo si sentì un grande applauso. Intorno a lei s’erano raccolti alcuni insetti, che, curiosi, s’erano fermati ad ammirarla. (dalla presentazione di Giovanni Bianchi).
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scheda autore |
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presentazione di G. Bianchi |
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