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premessa
Premessa di Padre Pio Parisi della Compagnia di Gesù a:
Commento alla Lettera ai Romani di Pino Stancarii s.j.
“Ognuno ci consideri come ministri di Cristo
e amministratori dei misteri di Dio”
(1 Cor4,1).

Che ne è oggi per noi cristiani dei misteri di Dio? Siamo impegnati a giudicare e combattere il mondo secolarizzato, ma che posto occupano nella nostra vita i misteri di Dio?

Facciamo certamente discorsi, anche molto belli, su Cristo e sui misteri di Dio, ma essi richiedono ben altri spazi in noi e più che delle nostre parole hanno bisogno del nostro silenzio.

Lasciamo che i misteri di Dio entrino nella nostra mente e nei nostri sentimenti, ma è tutto il nostro modo di vivere che deve essere radicalmente trasformato dai misteri di Dio e conformato alla morte e alla resurrezione di Cristo. Alle volte abbiamo l’impressione di dover cercare chissà dove e al termine di chissà quali percorsi i misteri di Dio e non ci accorgiamo che essi, per un singolarissimo privilegio, ci sono stati comunicati fin da quando eravamo bambini. Ci sentiamo peccatori e bisognosi di purificazione per essere introdotti nei misteri di Dio e ci scordiamo che Cristo e la comunione con lui ci libera dai nostri peccati.

Oggi poi sentiamo in modo particolarissimo di doverci impegnare come cristiani nel mondo con una presenza sul piano sociale e politico, ma nel vivere questa presenza prescindiamo molto spesso dal mistero della morte e resurrezione di Gesù Cristo.

La lettera di Paolo ai Romani è una grande rivelazione dei misteri di Dio in Gesù Cristo, mediante l’intelligenza che di essi aveva colui che era stato scelto per annunciare il Vangelo a tutti. La Chiesa nei momenti di maggior travaglio suo e dell’umanità ha sempre intensificato e approfondito la lettura della lettera di Paolo ai Romani. E non è questo un momento di travaglio? Il frutto dell’ascolto dipende dalla disposizione del cuore. “Ascoltate oggi la sua voce, non indurite il cuore” (Salmo94).

Padre Pino Stancari, con il suo commento alla Lettera ai Romani, ci aiuta ad ascoltare fruttuosamente le parole di Paolo come parola di Dio. Il commento di padre Pino è quello di uno che parla perché ascolta. Con la dottrina, frutto di tanto studio, ci comunica la sua esperienza di conversione – è quello che si coglie in primo piano – che va trasformando tutta la sua vita, il suo modo di comunicare, il suo linguaggio. Inutile cercare di anticipare. Proviamo per gustare la testimonianza di padre Pino Stancari, proviamo per credere la parola di Dio.

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