Commento alla
Lettera ai Romani
Pino Stancarii s.j.
2007, 192 pagine - € 16,00 - II Edizione
L'incontro con Paolo di Tarso, a cui promuoverci, è l'ímpatto scomodo e provocatorio con un uomo, che si presenta e parla in prima persona stabilendo con il lettore una relazione diretta e immediata, con un cristiano, totalmente ríscritto dal Vangelo in ogni membro del suo corpo, e con un teologo, cioè con un uomo che ha parole solo per esprimere il suo vissuto cristiano, e le brucia tutte per poter testimoniare la sua esperienza di fede.
L’Autore ci porta nel vortice che la gratuita azione redentrice di Dio ha prodotto nella storia umana, precedendoci in esso con la profondità della sua lettura, la tensione del suo linguaggio, il tono orante della sua predicazione.
È un impatto forte, doloroso, a cui non si può sfuggire. Non si può sfuggire anche perché i "Romani" a cui Paolo scrive siamo proprio noi: perché noi tutti siamo quei destinatarí ancora lontani e sconosciuti a cui l'apostolo si rivolge per annunziare una sua prossima visita, e siamo noi tutti quei cristiani di Roma, cioè cristiani provenienti dal paganesimo, che l'ebreo Paolo ha scelto come interlocutori privilegiati della sua predicazione evangelica.
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